In corso · Lombardia
Cassano Magnago, Varese — 2025
Il primo piano di una villa d’epoca in provincia di Varese: sette locali, novantasei metri quadri, tre metri e venti di altezza.
La villa è stata comprata tutta. Al piano terra ci vivono i genitori; il figlio sale al primo piano con una scala e un ingresso indipendente, e l’appartamento ristrutturato è il suo. Due case dentro una casa sola: vicine quanto basta, separate quanto serve.
Al piano di sopra la casa era divisa in stanze piccole, come si faceva. Il progetto toglie i muri dove si può e li lascia dove non si può: quello che resta è un soggiorno grande di 33 m², una camera di 22, e i servizi stretti fra i due.
Di questa casa esistono le fotografie del mezzo, non della fine. Sono di novembre 2025, con le demolizioni fatte: i muri aperti mostrano il mattone pieno dell’epoca, le lastre di cartongesso sono ancora impilate per terra, la betoniera sta in mezzo alla stanza.
È la parte che di solito non si fa vedere, e che dice più di un render su come è fatta una casa: dove passano gli impianti, quanto sono spessi i muri, che cosa si tiene e che cosa si butta.
L’esecutivo è una tavola sola, in scala 1:20, e contiene tutto: pianta, impianto elettrico punto per punto, quote dei controsoffitti e capitolato.
Dal capitolato. Pavimento in gres Flowtech Aged Bronze in lastre grandi — 220×120, 230×120 e 80×120 cm — posate con fuga di 1 cm · parquet laminato rovere, con lo strato fonoassorbente sotto · resina nei bagni · sanitari sospesi e serramenti Schüco · fan-coil a soffitto nascosti nel controsoffitto in grigliato, con le bocchette · velette e barre a LED · controsoffitti a 240, 250 e 290 cm sotto un’altezza strutturale di 320.
Quasi tutto quello che si legge in quel capitolato è una mia proposta, ed è lì che le decisioni stanno scritte: una tavola esecutiva è anche questo, il posto dove una scelta smette di essere un’opinione.
Qui però c’era una spesa da tenere d’occhio, e un vincolo di spesa cambia il modo di lavorare: ogni proposta andava portata con il suo costo accanto e valutata insieme. Qualcuna è passata com’era, qualcuna è stata sostituita da una del committente. Non è una resa — è il motivo per cui una casa, alla fine, assomiglia a chi ci abita e non solo a chi l’ha disegnata.
In pianta, fra i mobili disegnati, ci sono due pezzi che si riconoscono: la poltrona Utrecht e le sedie Zig Zag di Gerrit Rietveld.
Queste sono di ottobre 2026, mandate dal proprietario. Il cantiere è in chiusura: i rivestimenti sono finiti, i sanitari montati, la cucina al suo posto. Manca ancora la parte che si vede per ultima — le luci, gli specchi, gli elettrodomestici da incassare — e infatti negli angoli delle fotografie ci sono ancora i cartoni, gli imballi e le pellicole.
Le lascio così. Un cantiere all’ultima settimana ha un suo ordine preciso, ed è più onesto di una stanza vuotata apposta per la fotografia.
Avete un posto da rimettere in piedi? Mandatemi due righe su che cos’è e dove: vi dico che cosa ne penso, e se vale la pena vederlo insieme.