Ritratto di Matteo Gardino
Matteo GardinoArchitetto

In corso · Sicilia

Villa Castiglione

Centuripe, Enna — 2026

Schizzo a mano colorato della pianta: due corpi separati, a sinistra il soggiorno con il tavolo lungo e il fuoco, a destra la camera, in mezzo la scala, sotto la piscina
Lo schizzo di progetto, 4 marzo 2026, scala 1:50: a destra il rudere recuperato con la camera, a sinistra il corpo nuovo, in mezzo la scala; sotto, la piscina.
Luogo
Centuripe, Enna
Anno
Progetto preliminare, 2026
Studio
Studio Gardino Architettura
Ruolo
Progettista
Intervento
Casa di villeggiatura: il recupero di un rudere e un corpo nuovo accanto
Materiali
Pietra lavica dell’Etna
Stato
In corso — preliminare, febbraio–marzo 2026

Una casa per l’estate su un terreno in pendenza, in provincia di Enna, con l’Etna davanti.

Parte tutto da un rudere. Il piccolo edificio che c’è già viene recuperato e diventa la zona notte; accanto nasce un corpo nuovo con il soggiorno, la cucina e il tavolo lungo. Sono due corpi separati, a quote diverse, che non si toccano.

La scala al posto dello sbancamento

Fra i due corpi c’è una scalinata all’aperto. Non è un collegamento di servizio: è il modo in cui la casa sta sul terreno. Il pendio non viene sbancato per ottenere un piano unico — lo si segue com’è, e il dislivello diventa i gradini che portano da una parte all’altra.

È anche la ragione dei due volumi. Una casa sola, su quella pendenza, avrebbe imposto uno scavo; due corpi si appoggiano dove il terreno lo permette, e in mezzo resta una corte all’aperto.

Due fuochi e una piscina

Nello schizzo ci sono due fuochi, uno per stagione. All’aperto, accanto alla corte, il forno: d’estate a Centuripe si mangia fuori, e si cucina dove si mangia. Dentro il rudere, nella zona notte, un camino: quando cala la sera in collina serve per scaldarsi.

La piscina sta più in basso, sul ripiano naturale del terreno. Qui le estati sono lunghe e asciutte, e l’acqua è il modo più semplice per rendere abitabile il pomeriggio.

La terrazza sul vulcano

Sopra il corpo del soggiorno c’è una terrazza piana. Serve a una cosa sola: guardare l’Etna. Dal piano di sotto il vulcano si vede oltre il pendio; salendo di un livello lo si vede intero, e all’ora del tramonto è il motivo per cui si sale.

Fotografia panoramica del terreno in collina: ulivi, macchia bassa, la strada sterrata e il crinale
Il terreno, prima di qualsiasi disegno.

Perché sta fra i progetti in corso. A marzo 2026 il progetto è alla fase preliminare: il disegno a mano è l’ultima cosa uscita dallo studio. Le tavole esecutive verranno dopo.

Il punto di partenza

Prima del disegno ci sono due documenti. La mappa catastale dice dove: un terreno lungo, stretto in cima e largo in basso, appoggiato a una strada di campagna in contrada Gelofia. La scheda catastale dice cosa c’è già: il rudere, con le sue altezze — 3,00, 2,75, 2,10 metri — e una corte di 58 m².

È da quelle misure che parte tutto il resto.

Mappa catastale del foglio 39: le particelle del terreno, la strada e i fabbricati intorno
Mappa catastale, foglio 39, particella 466, scala 1:2000. Apri il PDF
Scheda catastale della particella 467: la planimetria del rudere con le altezze dei locali e la corte
Scheda catastale, particella 467, scala 1:200: la pianta del rudere, con le altezze e la corte. Apri il PDF
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