Ritratto di Matteo Gardino
Matteo GardinoArchitetto

Esecutivo pronto, cantiere in apertura · Milano

I figli crescono

Milano, Via Lazzaretto — 2025–2026

Il soggiorno prima dei lavori: parquet scuro, tende bianche a tutta altezza, un tavolo con le sedie sul fondo, scatole di cartone e una scala appoggiata al muro, e in primo piano un divano avvolto nel cellophane
2 novembre 2026, la sera prima. I mobili sono già imballati: la famiglia sta per trasferirsi nell’altra casa, dove una parte di quello che esce da qui verrà riutilizzata.
Luogo
Milano, Via Lazzaretto — terzo piano
Anno
Rilievo 2025, esecutivo settembre 2026, cantiere da novembre 2026
Progetto
Matteo Gardino
Studio
Studio Gardino Architettura
Intervento
Ristrutturazione completa, con l’acquisto e l’unione di una porzione dell’appartamento accanto: una camera in più per ciascuno dei due figli
Unione catastale
Studio Archè Associati
Impresa
GoCrea S.r.l., Milano
Arredi
Sormani Arredamenti
Fotografie
Matteo Gardino
Stato
Esecutivo pronto, cantiere in apertura

I figli crescono, le stanze no. Quando una casa non basta più, la risposta di solito è traslocare. Qui è stata un’altra: comprare una stanza dal vicino.

L’appartamento è abitato e funziona. Non c’è niente da recuperare: c’è una famiglia che in dieci anni è cambiata, e una pianta che è rimasta quella di prima. I figli sono due, un ragazzo in piena adolescenza e una bambina, e tutti e due hanno bisogno della stessa cosa — una porta da chiudere.

Dentro il perimetro di casa quella porta non c’era. Spostando i muri si ottiene una pianta diversa, non una pianta più grande: per fare due camere vere servivano metri quadri che non c’erano. Per questo si è comprato dal vicino: non per capriccio, ma perché la superficie mancava.

Una stanza comprata, due camere ottenute

Del soggiorno dell’appartamento accanto si è acquistata una porzione di 340 per 529 centimetri. Non si vedrà: a lavori finiti nessuno, entrando, dirà «qui c’era un altro appartamento». È però il pezzo da cui dipende tutto il resto, e vale la pena spiegarlo, perché la catena è questa:

Nella stanza comprata viene la cucina nuova. La cucina lascia libera la stanza dove sta adesso, e quella stanza diventa la camera del figlio più grande. Rimescolando il resto, anche la figlia più piccola ha la sua.

Detto in una riga: si è comprata una stanza per averne due. La superficie in più non va alla stanza nuova — va alle camere.

Nel bagno della figlia più piccola, intanto, esce la vasca e arriva una doccia più grande. Non è una scelta mia né dei genitori: l’ha chiesto lei.

Niente si butta

La cucina smontata e la vasca non finiscono in discarica. Vanno a rimettere a posto un altro appartamento della famiglia, che così ha una nuova vita.

E quell’appartamento, intanto, serve: è la casa dove la famiglia va a vivere mentre qui ci sono i muratori. Alla fine dei lavori le case sistemate sono due: questa ristrutturata, e l’altra rifatta e già arredata con quello che qui si sarebbe buttato.

È il modo di ragionare che mi interessa di più: un cantiere che invece di produrre macerie produce una seconda casa finita.

I disegni

Il progetto si legge meglio sulle tavole che nelle fotografie, perché quello che cambia — il confine fra due appartamenti, i muri che cadono, le stanze che si scambiano il mestiere — nelle fotografie di oggi non c’è ancora.

Nelle tavole il nome della committente è coperto, e i PDF pubblicati sono rigenerati dalle immagini mascherate.

Tavola dello stato di fatto: pianta dell’appartamento con le quote e i nomi delle stanze, ridisegnata dallo studio
Lo stato di fatto, ridisegnato da noi: la casa come è oggi. Apri il PDF
Allegato A alla compravendita: pianta del piano terzo con campita in rosso la porzione di soggiorno del vicino, 340 per 529 centimetri, oggetto dell’acquisto
La porzione comprata, 340×529, campita in rosso: è l’allegato all’atto. Da qui parte tutto. Apri il PDF
Planimetria di progetto dei due appartamenti affiancati dopo l’unione: la porzione acquistata diventa la cucina, con le altezze e le misure di ogni stanza
I due appartamenti dopo l’unione, disegnati insieme: il confine si è spostato, e quella porzione è diventata la cucina. Apri il PDF
Tavola esecutiva dell’appartamento: pianta arredata con impianti, punti luce, altezze dei controsoffitti e simboli elettrici
L’esecutivo, settembre 2026: arredi, impianti, punti luce, quote. Apri il PDF
Tavola delle demolizioni e costruzioni: la pianta con i muri da abbattere in giallo e quelli nuovi in rosso, e sotto la sezione A-A
Giallo e rosso: quello che si butta giù e quello che si tira su, con la sezione A-A. È la tavola che dice quanto lavoro c’è davvero dietro due camere in più. Apri il PDF

La cucina che verrà

È la parte più elaborata di tutto il progetto, ed è giusto che lo sia: è la stanza che, spostandosi, libera le camere. Sta nella porzione comprata dal vicino e si legge su tre lati.

Pensili a tutta altezza, una fascia di specchio fra base e pensile, aspirazione nascosta nel controsoffitto invece che appesa sopra il piano, cottura a induzione e lavello incassati in linea. Sul lato sinistro due ante scorrevoli a binario doppio, che chiudono la cucina quando serve e spariscono nel muro quando non serve.

Prospetto frontale della cucina in scala, con le basi, il piano, lo specchio e i pensili a tutta altezza quotati
Il lato frontale. Apri il PDF
Prospetto del lato destro della cucina, con le colonne e le quote in altezza
Il lato destro. Apri il PDF
Prospetto del lato sinistro della cucina, con le due ante scorrevoli a binario doppio, la dispensa e le quote
Il lato sinistro, con le scorrevoli a binario doppio. Apri il PDF

Com’è adesso

Due fotografie, non di più, e solo delle stanze che cambiano mestiere. Sono del 2 novembre 2026, scattate apposta la sera in cui i mobili sono stati imballati: fra sei mesi nessuno si ricorda com’era.

La cucina di oggi: basi in legno scuro con piano in acciaio inox, pensili bianchi, un televisore a parete, un tavolo rotondo bianco con quattro sedie e il parquet scuro
La cucina di oggi, con il piano in acciaio. Si smonta, va a vivere in un’altra casa, e questa stanza diventa una camera.
Il bagno di oggi: pavimento in mosaico blu, lavabo rettangolare bianco su un piano di legno scuro, specchio contenitore lungo tutta la parete, due lampade sferiche appese e, sulla destra, il bordo in legno scuro della vasca con la doccetta a muro
Il bagno con il mosaico blu. Il bordo di legno scuro a destra è la vasca: al suo posto viene la doccia.

Dove siamo

Il cantiere apre a metà novembre 2026. Questa scheda è aperta adesso, con i disegni e il «prima», e si riempirà strada facendo — dalle stesse inquadrature.

La vostra casa vi sta stretta? Non sempre la risposta è cambiare casa: a volte basta spostare un muro, e a volte si può comprare una stanza. Scrivetemi che cosa non funziona, e vi dico che cosa si può fare.

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Iscritto all’Ordine degli Architetti di Milano, matricola 19187 © Matteo Gardino. Progetti, disegni e testi sono miei; le fotografie e i render sono di chi è indicato in ciascuna scheda.
Si può citare con un collegamento; per riusare qualcosa, chiedetemelo.