Rimasto su carta · Milano
Milano, Via Conchetta — 2015–2016
Una ex falegnameria al piano terra, a Milano, da trasformare in una casa. Centotrentaquattro metri quadri, alti quattro metri e mezzo, con un cortile interno.
Il progetto tiene quello che il laboratorio aveva già — l’altezza e i muri in mattone — e aggiunge tre cose: un soppalco, una scala e l’acqua.
Quattro metri e mezzo bastano per due livelli. Il soppalco sta a due metri e mezzo da terra e aggiunge trentaquattro metri quadri senza toccare il volume: sotto la zona giorno, sopra lo studio con il tavolo da disegno.
La scala a sbalzo, la passerella e i parapetti sono in acciaio rosso, contro il mattone e il cemento.
La cucina è un’isola sotto il soppalco, e il pranzo sta fra l’isola e il muro in mattone.
Il cortile interno diventa un pezzo della casa. Una parte resta aperta, 12 metri quadri; nell’altra, coperta da un lucernario, c’è una piscina lunga e stretta di 11 metri quadri, che corre lungo il muro in mattone.
Dal lucernario l’acqua cade nella piscina come una cascata.
Il nodo amministrativo. Da laboratorio a casa non è solo un progetto, è un cambio di destinazione d’uso: a Milano, passare da una funzione produttiva alla residenza comporta la monetizzazione delle aree a standard, che nel 2015 andava da 180 a 1.200 euro al metro quadro secondo la zona. Nel cartiglio delle tavole, alla voce titolo, c’è scritto «Quando sarà, sarà!!!».
Le tavole portano il cartiglio di Matteo Gardino, progettista per lo Studio Gardino Architettura. La tavola A1 è datata 7 novembre 2015.