Realizzato · Oggetti
Anello — Milano, 2018
Un anello aperto. Il cerchio d’oro non si chiude: a un capo finisce in una lettera, all’altro in un’altra, e le due iniziali si guardano sopra il dito.
Era per due persone. Il loro numero era il cinque, e il cinque è il pezzo che tiene insieme le due lettere. La pietra riprende l’acqua, che era la cosa che amavano di più.
Il progetto è stato presentato in due versioni, disegnate e poi restituite in render, in oro giallo e in oro bianco.
Nella soluzione A il cinque è un segno vero: un piccolo 5 che unisce le lettere e inclina l’anello dalle due parti, e il trattino della A è un solo brillante. Nella soluzione B il numero sparisce e resta un ricordo: una barra attraversa le lettere, e i brillanti piccolissimi disposti lungo la barra richiamano il cinque senza scriverlo.
Le misure. Soluzione A: lettere larghe al massimo 1,2 cm e alte 1 cm, brillante da 0,25 cm. Soluzione B: lettere di 1,3 × 1 cm, brillantini da 0,1 cm tranne quello centrale.
È stato scelto il cinque scritto, in oro giallo, e l’anello è stato realizzato da Merù, in via Solferino a Milano.
Dell’anello finito resta una fotografia sola, ed è del retro: il lato che sta contro il palmo, dove il cerchio sottile si interrompe e c’è il 5. In oreficeria il segno è stato addolcito un poco: il numero è il punto in cui i due capi del filo d’oro si saldano, e le curve sono state aperte quel tanto che basta a far tenere la giuntura. Ma è il cinque del disegno, ed è al suo posto.
Non era il primo gioiello. Il primo, Marte, è di undici anni prima: un paio di orecchini disegnati da studente e prodotti da una compagna di studi al Politecnico, rimasti anche quelli un pezzo unico.
Un pezzo da disegnare e far costruire? Mandatemi due righe su che cosa vi serve e per dove: dal disegno all’oggetto finito ci vuole tempo, ma si fa.