Ritratto di Matteo Gardino
Matteo GardinoArchitetto

Realizzato · Milano

Una sartoria in Piazza Meda

Piazza Filippo Meda 3, Milano — 2012

Render dello showroom: un portale di legno con le giacche appese, illuminato sopra e sotto, e a sinistra i tavoli bianchi su gambe tornite
Lo showroom: l’espositore è un portale di legno con la luce dentro, sopra e sotto.
Luogo
Piazza Filippo Meda 3, Milano
Anno
2012
Studio
Studio Gardino Architettura, Milano
Ruolo
Progetto a quattro mani con Alberto Gardino
Committente
Ravazzolo, alta moda maschile
Intervento
Showroom e arredi su disegno: tavoli, espositori, mensole illuminate
Materiali
Vetro acidato retroilluminato, legno, laccato bianco
Stato
Realizzato — in questa pagina il progetto, non le fotografie del finito

La famiglia Ravazzolo fa abiti da uomo dall’inizio del Novecento. Negli anni Cinquanta la sartoria smette di essere un laboratorio artigianale e diventa industriale: stesse mani, altra scala.

Lo showroom sta sopra il negozio, e ci si arriva con un ascensore che parte da dentro il negozio stesso: non si torna in strada, non si suona a un portone. Chi compra quello che c’è resta giù; chi viene accompagnato di sopra vede le collezioni nuove, quelle che al piano delle vendite non sono ancora arrivate.

È una stanza dove non si prende niente da uno scaffale: ci sono capi appesi, un tavolo su cui aprirli, e qualcuno che li racconta.

Da qui viene tutto il progetto: due mobili soli, ripetuti. Un tavolo e un espositore.

Il tavolo

Il piano non è rettangolare. È un quadrilatero irregolare di circa 123 centimetri di lato, con gli angoli tutti diversi — la forma di un pezzo di stoffa tagliato, non di un tavolo da riunione. Sotto, gambe tornite come quelle di un tavolo di bottega, e fra il piano e le gambe uno scuretto di mezzo centimetro: il piano non appoggia, galleggia.

In tavola si chiama tavolo modulare, e la parola conta: i piani irregolari si accostano l’uno all’altro e formano ogni volta un tavolo diverso. Due insieme fanno la superficie lunga per stendere una collezione; separati, sono due postazioni.

C’è anche una coincidenza che il disegno sfrutta: la stanza di Piazza Meda non ha un angolo retto, è un pentagono storto fra un cortile e la piazza. Nemmeno i tavoli ce l’hanno.

Disegno del tavolo modulare: la pianta del piano, un quadrilatero irregolare quotato, e il prospetto con le due gambe tornite
Il tavolo modulare: il piano in pianta e le gambe in prospetto. Apri il PDF

L’espositore

L’altro mobile è un portale di legno alto due metri e settantacinque, appoggiato al muro o libero in mezzo alla stanza. Dentro il portale corre una trave portante con i LED sopra e sotto: da quella trave pende l’asta degli abiti, e la luce arriva da tutte e due le direzioni.

Alla base c’è una pedana di vetro acidato illuminata. In alto, una mensola di vetro acidato. Vetro acidato vuol dire vetro reso opaco: non si vede la lampada, si vede la lastra che diventa luce.

La ragione è pratica. Un abito da uomo è scuro, e un faretto dall’alto ne scava le spalle e ne spegne il tessuto. Illuminandolo anche da sotto la stoffa si apre e si vede la trama — che è l’unica cosa che un compratore deve vedere.

Disegno dell'espositore fisso: il portale in legno quotato, con la trave portante con LED sopra e sotto, la mensola in vetro acidato e la pedana illuminata
L’espositore fisso. Apri il PDF
Disegno della struttura tipo reggimensola: la mensola in vetro acidato lungo la parete, il fondale in vetro acidato e il fan-coil integrato sotto
La struttura reggimensola, con il fan-coil nascosto sotto. Apri il PDF

La luce che viene da terra

Lungo le pareti, sotto le finestre sulla piazza, corre una fascia continua di vetro acidato retroilluminato: nei render è la riga verde chiara che gira per tutta la stanza. Serve a due cose insieme. Illumina dal basso, così le pareti non hanno ombre a terra e la stanza sembra più alta; e nasconde i fan-coil, che stanno dentro lo stesso spessore.

È il genere di soluzione che mi interessa: un elemento solo che fa tre mestieri — luce, panca, impianto — e di cui si vede soltanto il primo.

Render dello showroom dalla parte opposta: due tavoli accostati al centro, le sedie gialle trasparenti, la fascia di vetro illuminato lungo le pareti
Due tavoli accostati al centro; lungo le pareti la fascia illuminata.
Render dello stesso spazio senza persone né abiti: solo i mobili, la luce e il pavimento in legno scuro
Lo stesso spazio vuoto: restano due mobili e una riga di luce.

La pianta

L’ascensore arriva dal negozio e si apre sul pianerottolo, in alto a destra nella pianta. La sala grande guarda la piazza; dietro ci sono i camerini, un ufficio e il salottino con il divano. Sulla tavola di progetto ci sono tutti e tre i mobili disegnati in alto — reggimensola, espositore fisso, tavolo modulare — e sotto la pianta con le luci al loro posto.

Tavola di progetto: in alto i tre mobili in prospetto e sezione, sotto la pianta completa dello showroom con arredi e illuminazione
La tavola di progetto: i tre mobili e la pianta. Apri il PDF · solo la pianta

Una nota sulle immagini. Lo showroom è stato costruito, ma di quello che è stato costruito non ho fotografie: quello che si vede qui sono i render e i disegni del 2012. È il motivo per cui la pagina racconta il progetto, e non l’effetto.

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