Prototipo · Oggetti
Tavolo — Milano, 2017
Un tavolo con il piano a cinque lati, nessuno uguale all’altro, appoggiato su cinque gambe — una per spigolo.
Il piano è fatto di tre spicchi di legno — mogano, rovere e tanganica — con le venature ruotate in tre direzioni diverse. Accostati e chiusi da un bordo in acciaio inox, sembrano i quadretti di una tavoletta di cioccolato: da qui il nome.
Le gambe sono la battuta del progetto. Sono gambe tornite, panciute come le figure di Botero — le gambe di un tavolo antico — ma sezionate: tagliate a metà per il lungo e rimontate incrociate a novanta gradi, così che in pianta la gamba non sia un cerchio ma una croce, e da ogni lato se ne veda un profilo solo. Nel disegno una metà è chiara e l’altra scura. Sotto un piano contemporaneo e poligonale, sono l’elemento che non ci si aspetta.
La gamba è l’unico pezzo che è stato costruito davvero: un prototipo in legno, con il profilo tornito e il taglio a metà.
Mogano, rovere e tanganica non sono una scelta nuova. Quattro anni prima, nel 2013, erano le tre mensole della libreria circolare de L’Isola Che Non C’è: una mensola per legno. Nel tavolo la stessa terna smette di essere tre ripiani e diventa un piano solo, in tre spicchi.
Il tavolo è stato disegnato in due misure, con la stessa geometria.