Ritratto di Matteo Gardino
Matteo GardinoArchitetto

Pezzo unico · Oggetti

Un cerchio di libri

Libreria — Milano, Brera, 2013

La libreria: un cerchio di piatto d'acciaio rosso che esce dal top del mobile scuro, con tre mensole di legno diverso al suo interno, libri e oggetti
Il cerchio rosso appoggiato sul mobile, e dentro tre mensole di tre legni diversi.
Oggetto
Libreria, pezzo unico
Anno
Novembre 2013
Dove
Via San Carpoforo, Milano — dentro L’Isola Che Non C’è
Disegno
Matteo Gardino
Costruzione
Sormani Arredamenti
Cerchio
Piatto d’acciaio largo 5 cm e spesso 1, verniciato rosso
Mensole
Tre, una per legno: mogano in basso, tanganica, rovere in cima
Fissaggio
Piastra incassata nel top del mobile, avvitata dall’interno; staccata dal muro, tutta a sbalzo
Stato
Costruita — in opera dal 2013

In un appartamento di sessanta metri quadri una libreria attaccata al muro è un muro in più. Qui invece di riempire la parete si è disegnato un cerchio: un anello rosso che nasce dal mobile basso e porta tre mensole. Il muro non lo tocca mai — nessuna mensola arriva alla parete — e così il muro si continua a vedere, dietro e attraverso.

È del novembre 2013, e sta ancora lì.

Un cerchio, non un tubo

L’anello non è un tondino piegato: è un piatto d’acciaio largo cinque centimetri e spesso uno, verniciato di rosso. La differenza si vede appena si entra nella stanza. Un tubo, di fronte, sarebbe una linea sottile; un piatto messo di costa è una striscia, cioè una superficie che gira e che cambia larghezza a seconda di dove ci si mette.

Quel centimetro di spessore, poi, è quello che permette al cerchio di reggere le mensole senza rinforzi in vista.

Il disegno del prospetto: la pianta in alto e sotto il cerchio della libreria appoggiato ai mobili bassi, con le mensole e gli oggetti
Il prospetto, novembre 2013: sopra la pianta, sotto il cerchio.
Lo stesso prospetto nella versione quotata, con tutte le misure segnate e il cerchio in grigio
La stessa tavola, quotata.

Come sta su

Il modo di fissarlo è la parte del progetto che nessuno vede, ed è quella che ha richiesto più disegni. Il cerchio non è appeso al muro, non ha piedi e non si appoggia da nessun’altra parte: sta in piedi da solo, e l’unico punto in cui è trattenuto è la base.

Lì c’è una piastra rettangolare incassata nel top del mobile sottostante, avvitata dall’interno. Fuori non si vede nessuna vite, e il piatto rosso arriva a filo del piano: quota zero, come se il cerchio uscisse dal mobile invece di appoggiarcisi sopra.

Tutto il resto è a sbalzo: il cerchio è staccato dalla parete e nessuna mensola la sfiora. I libri, che leggeri non sono, scaricano sulle mensole, le mensole sul piatto, e il piatto su quella piastra. Ecco perché il centimetro di spessore non è un vezzo.

È sempre la stessa idea che torna nelle case: il fissaggio si nasconde, il pezzo resta pulito.

Il prospetto d'esecuzione con il cerchio rosso, le tre mensole quotate in altezza e il mobile sottostante con i cassetti
La tavola d’esecuzione: altezze delle tre mensole e attacco al mobile.

Tre mensole, tre legni

Dentro il cerchio ci sono tre mensole, e non sono dello stesso legno: mogano, rovere e tanganica, una per ripiano. Da lontano si legge un anello rosso con tre righe orizzontali; da vicino le tre righe hanno colore e venatura diversi.

E non sono messi a caso: il mogano sta sulla mensola in basso, sopra la tanganica e in cima il rovere: dal più scuro al più chiaro, salendo. È la stessa ragione del taglio a quarantacinque gradi — leggerezza: il peso visivo resta in basso, e più si sale più il ripiano si allontana dall’occhio e si alleggerisce.

Ognuna è stata disegnata a parte, con il suo spessore e il suo incasso nel piatto: sono tre disegni, non tre copie. E non stanno nemmeno una sopra l’altra: le tre mensole sono sfalsate: di pochi centimetri, ma nessuna delle tre è sovrapposta a un’altra. Guardando il cerchio di fronte sembrano allineate; viste dall’alto o di lato si vede che ognuna sta a un suo aggetto.

L’altro dettaglio è in punta: le teste delle mensole sono tagliate a quarantacinque gradi. Un taglio dritto avrebbe mostrato uno spessore pieno, e dentro un anello di cinque centimetri sarebbe sembrato un pezzo grosso; tagliato di sbieco, il legno si assottiglia verso l’esterno e finisce in una linea. È tutto lì il motivo: dare leggerezza. Un ripiano che porta libri deve essere robusto, ma non deve sembrarlo.

Quella terna di legni è tornata quattro anni dopo, nel 2017, nel ChocolaTable: lì mogano, rovere e tanganica non sono più tre ripiani ma tre spicchi di un piano solo, con le venature girate in tre direzioni. La scelta è nata qui, dentro un cerchio rosso.

Disegno della prima mensola: pianta e sezione quotate, con l'incasso nella piastra
Prima mensola.
Disegno della seconda mensola: pianta e sezione quotate
Seconda.
Disegno della terza mensola: pianta e sezione quotate, con lo spessore e il fondo struttura
Terza. Tre disegni per tre pezzi che sembrano uguali.

Chi l’ha costruita

L’ha costruita Sormani Arredamenti, su questi disegni. Un pezzo così sta in piedi solo se chi lo fa lavora con la precisione del millimetro: il cerchio è una curva continua, e ogni approssimazione sull’incasso di una mensola si vedrebbe come una riga storta dentro un anello.

La parete della libreria vista dalla stanza: il cerchio rosso sopra il mobile scuro, la poltrona e il tavolino basso in primo piano
Dalla stanza: il cerchio è l’unica cosa colorata della parete.
Il soggiorno dell'appartamento: la libreria circolare sul fondo, il muro di mattoni a vista e le travi di legno del soffitto
E da lontano, dentro i sessanta metri quadri di Brera.

Un pezzo da disegnare e far costruire? Mandatemi due righe su che cosa vi serve e per dove: dal disegno all’oggetto finito ci vuole tempo, ma si fa.

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