Ritratto di Matteo Gardino
Matteo GardinoArchitetto

Prototipo · Oggetti

ChocolaTable

Tavolo — Milano, 2017

Render di dettaglio: lo spigolo del piano con i tre legni accostati, il bordo in acciaio e la gamba panciuta tagliata a metà
Lo spigolo del piano: i tre legni accostati con le venature in direzioni diverse, il bordo in acciaio, e sotto una gamba alla Botero.
Oggetto
Tavolo da pranzo polifunzionale
Anno
2017
Disegno
Matteo Gardino
Progetto
Disegnato per la Chocolate Factory, un progetto di interni a Milano
Materiali
Mogano, rovere e tanganica; bordo in acciaio inox
Misure
310 × 134 cm, altezza 76, piano spesso 5; versione piccola 224 × 112 cm
Stato
Rimasto su carta — costruito il prototipo della gamba

Un tavolo con il piano a cinque lati, nessuno uguale all’altro, appoggiato su cinque gambe — una per spigolo.

Il piano è fatto di tre spicchi di legno — mogano, rovere e tanganica — con le venature ruotate in tre direzioni diverse. Accostati e chiusi da un bordo in acciaio inox, sembrano i quadretti di una tavoletta di cioccolato: da qui il nome.

Render del tavolo nella zona pranzo, con sedie rosse e nere a sbalzo
Nella zona pranzo, ottobre 2017.
Render del tavolo nella zona pranzo con sedie nere in metallo
Lo stesso tavolo con altre sedie: i render servivano a decidere le finiture nella stanza vera.

Le gambe alla Botero

Le gambe sono la battuta del progetto. Sono gambe tornite, panciute come le figure di Botero — le gambe di un tavolo antico — ma sezionate: tagliate a metà per il lungo e rimontate incrociate a novanta gradi, così che in pianta la gamba non sia un cerchio ma una croce, e da ogni lato se ne veda un profilo solo. Nel disegno una metà è chiara e l’altra scura. Sotto un piano contemporaneo e poligonale, sono l’elemento che non ci si aspetta.

La gamba è l’unico pezzo che è stato costruito davvero: un prototipo in legno, con il profilo tornito e il taglio a metà.

Il prototipo in legno della gamba, sagomata e tagliata a metà, in piedi sul tavolo dello studio
Il prototipo della gamba, in studio.
Il prototipo della gamba visto da vicino: il profilo tornito e il taglio a metà
Da vicino: il profilo panciuto e il taglio che la divide.

I tre legni

Mogano, rovere e tanganica non sono una scelta nuova. Quattro anni prima, nel 2013, erano le tre mensole della libreria circolare de L’Isola Che Non C’è: una mensola per legno. Nel tavolo la stessa terna smette di essere tre ripiani e diventa un piano solo, in tre spicchi.

Tavola di presentazione del ChocolaTable: il piano a spicchi in pianta e il prospetto con le gambe
La tavola di presentazione: i tre legni del piano, con le venature in tre direzioni, e le gambe in prospetto.

Il modellino

Il 27 novembre 2017 il tavolo è stato costruito in piccolo, per vedere se stava in piedi. Non è un plastico di rappresentanza: il piano è fatto con i legni veri, gli stessi tre, incollati negli stessi tre versi, e le gambe sono profili ritagliati. Serviva a rispondere a una domanda sola — se un piano poligonale su gambe da tavolo antico sembrasse una buona idea anche fuori dal disegno, o solo dentro.

I pezzi del modellino smontati su un piano di vetro: i tre spicchi del piano in legni di tonalita' diverse, bordati, e accanto i profili delle gambe ancora staccati
I pezzi, prima di montarli. I tre spicchi sono già bordati; le gambe sono ancora di fianco.
Il modellino montato, appoggiato sopra la tavola di presentazione stampata, con il prospetto delle gambe che si vede sul foglio sotto
Montato, e appoggiato sopra il suo stesso disegno: sul foglio, sotto, le gambe in prospetto.
Il modellino davanti al pannello di presentazione in piedi, su cui si leggono il nome ChocolaTable, la nota sui tre legni con le venature ruotate e la dicitura gambe alla Botero sezionate
Davanti al pannello, con la nota originale del 2017: le venature dei tre legni ruotate in tre direzioni, il bordo in acciaio inox, e le «gambe alla Botero» sezionate. La frase del progetto era già scritta così.

I disegni

Il tavolo è stato disegnato in due misure, con la stessa geometria.

Tavola quotata della versione grande: pianta con diagonali e misure, piano a spicchi colorato e prospetto
Versione grande — 310 × 134 cm, lati da 93 a 233, altezza 76. Apri il PDF
Tavola quotata della versione piccola: pianta con diagonali e misure, piano a spicchi colorato e prospetto
Versione piccola — 224 × 112 cm, lati da 80 a 160. Apri il PDF

La gamba che si divide in due

Pochi giorni dopo, il 5 dicembre, dalla stessa gamba è nato un secondo tavolo. Non per una casa: per un ristorante, dove i tavoli devono potersi unire quando arriva una comitiva e tornare separati quando non serve.

Il problema di un tavolo che si accosta a un altro è sempre lo stesso: al punto di unione finiscono due gambe appiccicate, e si vede. Qui la soluzione viene dal tavolo di prima. La gamba era già tagliata a metà per il lungo; basta darne una metà per tavolo, piatta sul bordo interno. Da solo, ogni tavolo ha una mezza gamba che non si nota. Accostati, le due metà si richiudono e tornano una gamba sola, intera, come se fosse sempre stata lì.

I modellini non erano per il committente: erano da mandare in falegnameria. Per questo sono stampati in 3D e per questo sono di due colori — una giunzione del genere, a parole o in pianta, si spiega male; in mano, con la gamba ricomposta mezza bianca e mezza rossa, non serve spiegarla.

I due modellini separati, uno bianco e uno rosso: su ciascuno la gamba del bordo interno e' una mezza gamba, tagliata per il lungo e piatta sul lato libero
Separati. Sul bordo interno, di ciascuno, c’è mezza gamba: tagliata per il lungo e piatta sul lato libero.
I due modellini accostati: al punto di unione le due mezze gambe combaciano e formano un unico balaustro tornito, meta' bianco e meta' rosso
Accostati. Le due metà combaciano e al centro c’è una gamba sola.
Dettaglio della giunzione fra i due tavoli: un solo balaustro tornito, diviso verticalmente a meta' fra il bianco e il rosso, che regge i due piani accostati
La giunzione da vicino: una gamba sola, metà bianca e metà rossa. È lo stesso taglio del tavolo di casa — lì serviva a far vedere un profilo per lato, qui a far sparire una giunzione.

Dove dovevano andare. Erano studi per il ristorante del Casolare della Pista, a Vairano: la club house del centro ippico, quella con il controsoffitto di pallet. Dai modellini si sarebbe passati ai disegni esecutivi per la falegnameria, ma quel passaggio non c’è mai stato: il recupero del casolare è rimasto sulla carta per i costi, e con lui i tavoli. Non sono mai arrivati in bottega. Restano un bianco, un rosso, e una gamba che si divide in due.

Un pezzo da disegnare e far costruire? Mandatemi due righe su che cosa vi serve e per dove: dal disegno all’oggetto finito ci vuole tempo, ma si fa.

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Iscritto all’Ordine degli Architetti di Milano, matricola 19187 © Matteo Gardino. Progetti, disegni e testi sono miei; le fotografie e i render sono di chi è indicato in ciascuna scheda.
Si può citare con un collegamento; per riusare qualcosa, chiedetemelo.