Ritratto di Matteo Gardino
Matteo GardinoArchitetto

Realizzato · Dubai

La colazione al ventinovesimo piano

Park Island, Dubai Marina — 2023–2024

Il tavolo davanti alla finestra: il piano grigio a sbalzo sorretto da una sola lastra di vetro trasparente, e la citta' di notte oltre il vetro
Il tavolo della colazione, alla finestra. Una gamba sola, in vetro, per non mettere niente fra chi è seduto e la città.
Luogo
Fairfield, Park Island — Dubai Marina, Emirati Arabi Uniti
Anno
Progetto 2023, finito nel 2024
Studio
Studio Gardino Architettura, Milano — via dell’Annunciata
Ruolo
Progetto degli interni: quattro soluzioni, scelta dei materiali, confronto durante i lavori
Committente
Fabrizio D’Amico
Appartamento
81 mq più balcone, al ventinovesimo piano
Intervento
Nuova distribuzione degli interni, cucina, armadiature, bagno e servizio
Immagini
Fabrizio D’Amico — fotogrammi dal video dell’appartamento finito
Stato
Realizzato — ripreso finito nel luglio 2024

Il committente è arrivato in studio, a Milano, con sotto il braccio la planimetria catastale di un appartamento appena comprato a Dubai. L’appartamento era dall’altra parte del mondo; il progetto è stato fatto tutto qui, in via dell’Annunciata, in due incontri a un mese di distanza.

Il primo è servito solo ad ascoltare. Ci sarebbero andati a vivere in due. Serviva un televisore messo bene, perché lì si guardano le partite. E soprattutto c’era una cosa che contava più di tutte: l’appartamento sta al ventinovesimo piano, e quell’altezza andava sfruttata — guardare la città dall’alto, soprattutto a colazione.

Tre richieste, non dieci. Un programma così corto è una fortuna: dice dove va messo lo sforzo, e dove invece basta non sbagliare.

Quattro soluzioni, e un secondo incontro

La planimetria del costruttore l’ho ridisegnata al computer, misura per misura: prima di decidere qualsiasi cosa bisogna avere in mano un disegno di cui ci si fida. Poi ho preparato quattro soluzioni, diverse fra loro e tutte costruibili.

Un mese dopo ci siamo rivisti in studio, con le tavole sul tavolo. Non si sceglie a parole: si sceglie tenendo i quattro fogli affiancati, girandoli, appoggiando il dito dove si passa la mattina. È passata la Soluzione 4.

Pianta della Soluzione 4: a sinistra il soggiorno con il divano davanti alla vetrata ad angolo e la parete attrezzata con il televisore, al centro la cucina in linea con il tavolo della colazione sulla finestra curva, a destra la camera con gli armadi sui due lati, il bagno e il WC separato
Soluzione 4, dicembre 2023: il tavolo della colazione sulla finestra curva, la cucina in linea, il soggiorno sulla vetrata, la camera con gli armadi sui due lati.

Dove si fa colazione

La richiesta della colazione con la vista non si risolve con una frase in relazione: si risolve decidendo dove sta il piano d’appoggio. Nella Soluzione 4 il tavolo della colazione è attaccato alla finestra curva, con una gamba sola di vetro, e non ha niente alle spalle che lo chiuda.

Per liberare quel punto ho spostato tutto il resto della cucina sulle due pareti laterali, lasciando la finestra sgombra: era già l’idea del primo incontro, ed è l’unica cosa che non è mai cambiata in quattro soluzioni.

La cucina in blocco

Tutto quello che fa rumore e volume — frigorifero, forno, lavastoviglie, pensili a tutta altezza — sta dentro un unico blocco bianco che dal pavimento arriva al controsoffitto. Fuori resta solo il piano di lavoro, con l’induzione, il lavello e una striscia di luce continua sotto i pensili.

Sui materiali la regola l’ha data il conto corrente: chi ha appena comprato casa ha già speso, e la ristrutturazione non può essere il posto dove l’architetto fa vedere di che cosa è capace. Ogni scelta è stata fatta guardando prima quanto costava, e poi come veniva. Da lì vengono le tre decisioni che si vedono ovunque nella casa: parquet lamellare in tutti gli ambienti, gres 40×40 effetto pietra nel bagno, e i mobili della cucina con finitura laccata. Nessuna delle tre è la versione costosa di se stessa, e tutte e tre reggono bene l’uso di ogni giorno.

Disegno della cucina: la pianta e il prospetto del blocco, con frigorifero, forno, lavastoviglie, pensili, il piano a induzione e la striscia LED sottopensile quotati
Il disegno della cucina, novembre 2023: pianta e prospetto del blocco, misura per misura.
La cucina finita: mobili bianchi a tutta altezza con due forni incassati e il pavimento in parquet lamellare chiaro
In opera. Gli adesivi arancioni sui forni sono ancora al loro posto.
Il piano di lavoro della cucina finita: piano a induzione, lavello e le colonne dei forni sulla destra
Il piano libero, tutto il resto nel blocco.

Il televisore, e quello che si vede quando la casa è ancora vuota

Il video è stato girato a lavori appena finiti, di sera, con le stanze ancora vuote. Di solito è il momento peggiore per riprendere una casa. Qui invece serve, perché si vede senza distrazioni la parte fissa, che è quella progettata.

Il televisore delle partite non è appoggiato a un mobile: sta su un volume bianco che corre lungo la parete e prosegue nella libreria bassa, di fronte al divano e alla vetrata. In camera, il letto è una pedana costruita in cartongesso, ferma a filo del pavimento, con una riga di luce continua sulla parete a fianco: costa poco, si fa sul posto e toglie di mezzo il giro-letto.

Il soggiorno vuoto: il volume bianco della parete attrezzata con il televisore e la vetrata ad angolo sulla marina di notte
Il soggiorno, sulla vetrata ad angolo.
La camera vuota: la pedana rettangolare del letto sotto la finestra e la riga di luce continua lungo la parete
La camera: la pedana del letto e la riga di luce.

Via la vasca

Nel bagno c’era una vasca, e in un bagno di quelle dimensioni una vasca si usa due volte l’anno e toglie spazio tutti i giorni. È stata sostituita da una doccia grande, chiusa da un vetro, sulla parete rivestita in gres.

Il resto è tenuto basso e continuo: il mobile lavabo sospeso con il piano bianco, il wc e il bidet allineati contro la parete grigia, la luce che scende dall’alto da una gola nel controsoffitto. Il servizio è rimasto separato, come nella pianta.

La doccia finita: il vetro fisso, la parete di fondo in gres scuro effetto pietra, il soffione a parete e la nicchia portaoggetti
Dove c’era la vasca.
Il vano con wc e bidet sospesi contro la parete rivestita in gres grigio effetto pietra, con la luce radente dall'alto
Wc e bidet, sospesi, contro il gres 40×40.
Il mobile lavabo sospeso con il piano bianco, la parete in gres grigio alle spalle e il bidet sulla destra
Il mobile lavabo: sospeso, per lasciare vedere il pavimento fin sotto.

Dove sta

L’unità sta in una delle torri di Park Island, su un lotto affacciato sull’acqua della marina. La pianta è irregolare — la vetrata del soggiorno gira ad angolo, seguendo la curva dell’edificio — ed è una delle ragioni per cui le soluzioni sono state quattro invece di una.

Ritaglio della planimetria catastale: il lotto della torre sull'acqua della marina, con la sagoma dell'edificio campita
La planimetria che il committente ha portato in studio: il lotto sulla marina, con l’edificio campito.
Il corridoio d'ingresso finito: le ante bianche a tutta altezza sulla sinistra, il pavimento in parquet lamellare e il fondo che si apre sul soggiorno
L’ingresso: le ante a filo, a tutta altezza, e nient’altro.

Chi ha fatto cosa

Il progetto degli interni è dello Studio Gardino Architettura, sviluppato da me: il ridisegno della planimetria, le quattro soluzioni, il disegno della cucina, la scelta dei materiali. Non è stata una consulenza chiusa in una consegna: durante i mesi della ristrutturazione il confronto è andato avanti per immagini e con altri incontri in studio, mano a mano che i lavori procedevano.

A costruire sono state maestranze locali, a Dubai. In quell’appartamento, per ora, non ci sono ancora stato: di inviti ne ho ricevuti parecchi, prima o poi ci vado. Le immagini di questa pagina sono di Fabrizio D’Amico, il committente: sono fotogrammi del video con cui mi ha mostrato l’appartamento finito, nel luglio 2024. Non sono fotografie di architettura, e si vede. Le tengo lo stesso, perché sono la prova che quelle quattro tavole sono diventate un posto in cui si abita.

È l’opposto di come era andata a San Paolo nel 2012: lì, per disegnare un locale, avevamo affittato uno spazio in città e ci eravamo messi a disegnare sul posto. Qui non ci sono mai stato, e ha funzionato perché qualcuno sul posto misurava e fotografava sul serio.

Avete un posto da rimettere in piedi? Mandatemi due righe su che cos’è e dove: vi dico che cosa ne penso, e se vale la pena vederlo insieme.

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Iscritto all’Ordine degli Architetti di Milano, matricola 19187 © Matteo Gardino. Progetti, disegni e testi sono miei; le fotografie e i render sono di chi è indicato in ciascuna scheda.
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