Ritratto di Matteo Gardino
Matteo GardinoArchitetto

Rimasto su carta · Lombardia

Club Floating House

Centro ippico «Vairano La Pista», Vidigulfo (PV) — 2018

Render di presentazione: la club house bassa, con i tetti a doppia falda e il deck in legno che le gira intorno, appoggiata sul prato del centro ippico
Render di presentazione, luglio 2018. La club house vista dal prato dei campi.
Luogo
Vairano di Vidigulfo, Pavia
Anno
2018
Superficie
522 m² in tutto: 447 coperti, 37 di piano rialzato e 38 di panche esterne
Volume
1.307 m³
Studio
Studio Gardino Architettura
Ruolo
Progettista
Intervento
Club house per il centro ippico
Struttura
Legno, sistema Xilema — pacchetto murario 27,5 cm, su pali a vite
Render
Presentazione: SFArch · render di studio: Matteo Gardino
Stato
Rimasto su carta — progetto di massima, i lavori non sono mai partiti

Il circolo, per un centro ippico in provincia di Pavia: il posto dove si aspetta, si mangia e si guarda chi monta.

L’edificio è basso e lungo, fatto di tre corpi con il tetto a doppia falda, come i fienili che stanno intorno. Intorno corre un deck in legno che gira su tutti i lati e tiene insieme l’intero edificio.

La prima matita

Il progetto comincia con uno schizzo a matita fatto sopra un foglio già stampato, e c’è già dentro tutto. L’idea è una sottrazione: si parte da una scatola e le si tolgono gli angoli. Quello che se ne va non diventa vuoto perso — diventa spazio aperto e calpestabile: gli angoli sottratti sono terrazzi, rialzati dal terreno, da cui si guardano i campi di gara e le stalle di fronte.

È la mossa che poi regge tutto il progetto: una pianta in cui dentro e fuori non si distinguono più tanto.

Lo schizzo a matita: il volume dell'edificio con gli angoli scavati e i pilastri che scendono a terra
La primissima bozza di studio, a matita: gli angoli sottratti diventano terrazzi rialzati, verso i campi e le stalle.

Perché floating

Il circolo non poggia a terra. Per la maggior parte sta su pali a vite — palafitte avvitate nel terreno — che lo tengono sollevato di 45 centimetri. Sotto resta un vuoto in cui l’aria passa.

Non è un gesto: è il modo di costruire su un prato senza sigillarlo. Si evitano gli scavi e le fondazioni continue, il cantiere è più corto e più economico, e l’edificio resta staccato dall’umidità del terreno. Lo stesso ragionamento del vespaio che anni dopo tiene sollevato il nevaio dello chef, sul lago di Como.

Render di presentazione: il fronte con il deck, le colonne in legno e il volume alto al centro
Il deck che unisce i tre corpi.
Render di presentazione: la club house vista di scorcio, con il deck rialzato e la scaletta
Il deck rialzato: fra prato ed edificio ci sono quarantacinque centimetri di aria.

Il legno, visto in fabbrica

La struttura è in legno, con il sistema Xilema: pannelli portanti da 27,5 cm di pacchetto murario, montati a secco, con il rivestimento esterno lasciato a scelta — legno, lamiera, acciaio Cor-Ten o intonaco.

Prima di disegnarlo, il 27 giugno 2018, siamo andati a vederlo: sopralluogo alla fabbrica di Bedano, in Svizzera, e a due cantieri aperti. Serviva a capire come si montano davvero quei pannelli, prima di metterli in un progetto.

Pagina dell'album con le fotografie del sopralluogo alla fabbrica Xilema: capannone, pannelli in legno accatastati, cantieri
La pagina dell’album con il sopralluogo alla fabbrica, giugno 2018.

Dal modello al render

I primi render sono di studio, fatti da me per capire i volumi: prima bianchi, senza materiali, solo per vedere come stanno insieme i tre corpi e il deck; poi con le texture, per provare i rivestimenti. I render di presentazione, quelli finiti, sono di SFArch.

Render di studio in bianco: i volumi senza materiali, per controllare le proporzioni
Il modello bianco: si guardano solo i volumi.
Render di studio con le texture: il rivestimento in legno e le lamiere provate sui volumi
Le prove di rivestimento, sullo stesso modello.
Render notturno: il retro dell'edificio illuminato, con il deck acceso e il prato scuro verso le stalle
Il render notturno: l’uscita posteriore, verso le stalle dove stanno i cavalli.

Dove sarebbe andata

Il progetto si ferma qui. È rimasto un progetto di massima, con i render che servivano a far vedere al committente come sarebbe stato l’edificio: i lavori non sono mai partiti.

Fotografia aerea del centro ippico: i campi, le stalle e il prato dove sarebbe sorta la club house
Il centro ippico dall’alto, con il prato destinato alla club house.

Prima di questa, un’altra idea. Nel 2017 la club house era stata studiata dentro il casolare esistente del centro ippico, recuperandolo: il ristorante, la hall e una veranda vetrata dentro i muri che c’erano già. Quella strada è stata lasciata per i costi: rimettere in sesto il casolare costava tanto da rendere più ragionevole ripensare tutto da capo, ed è da lì che nasce questo edificio nuovo. Il programma, però, è rimasto quello: ristorante, hall, spogliatoi, veranda e distribuzione degli spazi sono stati riproposti qui come li avevo disegnati nel casolare, su richiesta della committenza. Il Casolare della Pista

I disegni

Tavola dei quattro prospetti: sud, est, nord e ovest, con il basamento in pietra e il deck
I quattro prospetti — sud, est, nord e ovest — con il deck e il basamento. Apri il PDF
Pagina dell'album con i dati di progetto: volumetria, superfici, struttura Xilema e pali a vite
La pagina dei dati di progetto, dall’album del 23 luglio 2018. Apri il PDF

Le tavole del preliminare

Le piante e le sezioni del progetto preliminare, in scala 1:100, datate 23 luglio 2018. Sono quelle che fanno vedere la distribuzione: dove si mangia, dove si entra, dove si cambia.

Pianta del piano terra: a sinistra la sala del ristorante con i tavoli, il bancone e la cucina; al centro l'ingresso con la scala; a destra il blocco degli spogliatoi con docce e servizi; tutto intorno il deck in legno
Piano terra. A sinistra il ristorante con il bancone e la cucina, al centro l’ingresso con la scala, a destra gli spogliatoi con le docce e i servizi. Intorno, il deck di legno che gira su tutti i lati. Apri il PDF
Pianta del piano rialzato a quota 315: il volume centrale con tre tavoli affacciato sul vuoto, e le coperture dei due corpi laterali
Piano rialzato, a quota 315 cm: la sala alta del volume centrale, con i tavoli affacciati sui campi. Ai lati si vedono le coperture dei due corpi bassi. Apri il PDF
Le due sezioni A-A e B-B: l'edificio sollevato dal terreno, il volume centrale a doppia altezza con la finestra tonda sul timpano, le vetrate e le figure umane
Sezioni A-A e B-B. Si legge tutto il ragionamento: l’edificio staccato da terra, i due corpi bassi e il volume centrale a doppia altezza con la finestra tonda sul timpano. Apri il PDF

Avete un posto da rimettere in piedi? Mandatemi due righe su che cos’è e dove: vi dico che cosa ne penso, e se vale la pena vederlo insieme.

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Iscritto all’Ordine degli Architetti di Milano, matricola 19187 © Matteo Gardino. Progetti, disegni e testi sono miei; le fotografie e i render sono di chi è indicato in ciascuna scheda.
Si può citare con un collegamento; per riusare qualcosa, chiedetemelo.