Realizzato · Milano
Milano, Brera — 2013–2014
Un appartamento di sessanta metri quadri in un edificio di fine Seicento, in Brera. Era il dormitorio delle monache, poi fu diviso in monolocali identici da venti metri quadri l’uno. Il progetto ne rimette insieme tre.
Il palazzo è sotto tutela ministeriale, il che in pratica significa che le travi restano dove sono, le quote restano quelle e i muri portanti non si toccano. Tutto il progetto succede dentro quel perimetro.
Living e cucina stanno in una stanza sola di quaranta metri quadri: a dividere gli usi non ci sono muri ma volumi e arredi. La camera, altri venti, è collegata al living da un tunnel di vetro che ospita il bagno — un pezzo trasparente che lascia correre lo sguardo per tutta la lunghezza della casa.
Ma la ragione fisica per cui la casa non sembra piccola non è un trucco d’arredo: sono i due terrazzi, uno a ballatoio, affacciati su due cortili diversi. Due arie invece di una. In un alloggio ricavato da tre celle, avere due affacci su corti distinte è raro.
Il resto lo fanno le pareti bianche, che diffondono la luce, e gli specchi a tutta parete, che aprono stanze dove non ce ne sono.
È il pezzo disegnato per questa casa e costruito da Sormani. Un anello circolare attraversa tre mensole poste a profondità diverse, e poggia su un mobile basso di un metro e mezzo. La geometria è una sola — un cerchio e tre orizzontali — e serve a far leggere come un oggetto unico quella che altrimenti sarebbe una parete di ripiani.
Le tre mensole sono di tre legni diversi: mogano, rovere e tanganica. Non è una variazione decorativa ma il modo di dare peso diverso a ripiani che, essendo a tre profondità e senza montanti in mezzo, rischierebbero di leggersi come un unico tratto ripetuto tre volte.
Libreria circolare, novembre 2013, scala 1:20 — mobile basso 150,44 cm, mensole a 129,68, 115,62 e 89,76 cm, profondità 32 cm. Mogano, rovere, tanganica. Le mensole sono spesse 3 cm e tagliate a 45° sui lati corti, così da sparire quando le si guarda di sbieco.
Quei tre legni tornano quattro anni dopo, in un altro progetto e in un altro modo: nel piano del ChocolaTable, dove sono accostati con le venature ruotate in tre direzioni e bordati in acciaio. Prima tre mensole, poi tre spicchi di un piano. La stessa terna, usata due volte per fare due cose diverse.
Il bagno è un volume di vetro acidato che di sera si accende da dentro e funziona da lanterna. È l’unico modo, in una pianta stretta e senza affacci al centro, per portare luce dove non ce n’è: separare senza chiudere.
Il trilocale è stato pubblicato su Living del Corriere della Sera il 7 luglio 2014, nella sezione «Case eclettiche», con il titolo «Rifugio glam nel cuore di Brera». Testo e fotografie di Lea Anouchinsky.
La pianta esecutiva mostra quello che le fotografie non riescono a dire: le tre unità originali, il tunnel che le attraversa e i due terrazzi ai capi opposti. Le altre tavole sono quelle degli arredi disegnati per la casa e costruiti da Sormani.