Realizzato · Oggetti
Appendiabiti — Milano, 2016
Un appendiabiti a forma di omino, alto quanto una persona. Una testa tonda, una giacca con il papillon e tre bottoni, un paio di pantaloni, i piedi.
Il primo disegno, a matita, porta in alto una nuvoletta con scritto «regalo di Natale — porta abiti». È nato così, come un regalo; poi il primo esemplare, prodotto dalla falegnameria di Via Palermo a Milano, è finito nell’appartamento di Brera, L’Isola Che Non C’è. In quell’appartamento c’era già un altro pezzo su disegno, di tre anni prima: la libreria circolare, un anello d’acciaio rosso che non tocca il muro.
È fatto di pezzi piatti sovrapposti, spessi un centimetro e mezzo ciascuno: il corpo centrale, la testa, la giacca, il papillon, tre bottoni, due mani e i piedi. Tre strati, quattro centimetri e mezzo in tutto, e il muro dietro.
Le misure sono quelle di un uomo: trenta centimetri fra testa e collo, settanta di giacca, sessantatré di pantaloni, sette di piedi.
Nelle mie parole di allora. «Semplice, economico (in base al materiale scelto), facile da assemblare e realizzare, originale nella sua forma per la sua funzionalità rispetto ad altri appendi abiti. Una volta con voi, sembrerà una persona di famiglia.» — dalla relazione di progetto.
Un pezzo da disegnare e far costruire? Mandatemi due righe su che cosa vi serve e per dove: dal disegno all’oggetto finito ci vuole tempo, ma si fa.